Ieri, approfittando della pausa nanna pomeridiana di Tommaso, ho fatto un esperimento. Eh si, perchè, lo ammetterò, è stata la prima talea della mia vita.

Passo indietro: non so se tutti sapete cos’è una talea. (Quelli che lo sanno già bene non si scandalizzino della spiegazione..:-) )
Per dirla semplice è così: sapete quando avete una pianta che vi piace un sacco e vorreste averne altre di quella stessa varietà? ecco, esiste un modo per averne quante se ne vogliono, senza spendere un occhio della testa per ricomprarle. E soprattutto, senza impazzire per cercare il nome botanico se non ve lo siete scritti e cercate proprio, proprio quella pianta identica.

Il modo è la talea.

Detta in termini “scientifici”, la talea è una porzione presa da una pianta e messa in vaso affinchè produca radici e diventi una nuova piantina, pronta in primavera ad essere ripiantata in terra o in vaso.

Io lo sapevo in termini teorici, ma non avevo mai provato a farne una prima d’ora, così ieri, complice il tempo mite, la nanna di Tommi e la grande necessità di pulizia che continua a incombere nel mio giardino in questa stagione, ho buttato il cuore oltre l’ostacolo e ho provato.

Talea di Hydrangea arborescens “Annabelle”

Alla fine è stato anche semplice. Come fosse una ricetta di cucina, ecco a voi gli ingredienti necessari:

  • una porzione di pianta a vostra scelta, la famosa “talea”. Dato il mio noto amore per le Ortensie, io ho scelto questa pianta e ne ho fatte di tre delle varietà che ho in giardino: due di Hydrangea arborescens “Annabelle”, una di Hydrangea Macrophylla e una di Hydrangea paniculata “Lime light”.

 

Talee di Hydrangea macrophylla e paniculata “Lime Light”

 

  • un vaso
  • del terriccio misto a sabbia
  • un sacchetto di plastica e un elastico per creare la serra artigianale che proteggerà la talea dal freddo
  • un paio di cesoie da giardino (e i guanti, che io uso sempre!)

Cosa ho fatto:

  • come prima cosa, ho tagliato la mia talea prelevando un ramo dalla pianta, possibilmente che non fosse andato a fiore e l’ho tagliato in basso con un taglio obliquo. Ho contato due “nodi” (vale a dire, due giunzioni di due foglie) e ho tagliato orizzontalmente sopra il secondo nodo

 

Taglio non proprio precisissimo, ma come vedete è obliquo…saranno le forbici non troppo “limate”??
  • ho staccato le foglie in corrispondenza del nodo più in basso
  • ho tagliato in metà orizzontalmente le due foglie in corrispondenza del primo nodo
  • ho riempito di terra il mio vaso: l’ideale sarebbe mescolare terriccio universale con sabbia, per rendere la terra più drenante e meno a rischio di eccessiva umidità, ma siccome io avevo del terriccio da prato erboso che uso per i rinvasi e che è già di per se ricco di sabbia (ve ne parlerò presto…), ho provato con quello
  • ho interrato le mie talee di circa metà altezza, tutte insieme nello stesso vaso (ne ho messe cinque). L’importante è che il nodo più basso, quello senza foglie per capirci, sia sotto terra perchè è di lì che si svilupperanno le radici

 

Le foglie sono tagliate orizzontalmente a metà
  • ho innaffiato il terreno
  • ho coperto il vaso con un sacchetto di plastica che ho chiuso in basso con un elastico, per creare l’effetto serra. La foto è inguardabile perchè il sacchetto è proprio quello del panettiere, però è per farvi capire che sono sufficienti anche solo materiali di riciclo che avete in casa…

 

  • ho posizionato la mia talea in un angolo del giardino in ombra e al riparo dalla pioggia. L’ideale sarebbe posizionare la talea in una serra fredda, ma al momento io ne sono sprovvista quindi tenterò di tenerla all’aperto. C’è da dire che da noi in giardino non si scende mai molto di temperatura in inverno, speriamo che resistano…

Ricordiamoci ogni tanto di andare a tastare il terreno per capire se ha bisogno di essere innaffiata, il terriccio deve rimanere sempre abbastanza umido. In primavera, se la talea ha attecchito, vedrete delle nuove foglioline spuntare dal nodo superiore: sarà pronta per essere piantata in terra in giardino o in un vaso più grande per il balcone.

Le talee possono essere fatte da tutte le piante a fusto diciamo “legnoso” che vi piacciono di più: anche con le Rose, con i Lillà, con Fosythie,…purchè seguiate le regole di cui sopra. E se le volete già pronte per la primavera successiva, purchè le facciate in autunno.

Chi però mi ha davvero convinto più di tutti a tentare la strada della talea sono state le mie “amiche di blog” Simonetta Chiarugi e Dana Frigerio, che hanno da poco aperto un canale Youtube molto carino che si chiama “2 ladies in giardino con spensieratezza” e che ogni mercoledì ci allieta con nuove pillole di giardinaggio e di vita green. L’ultimo loro video era proprio relativo alle talee di Ortensie: sarà che la spiegazione era molto chiara, sarà che in effetti è davvero semplice come sembra….così mi sono convinta anche io. Quindi direi che ce la potete fare anche voi.
Se la mia spiegazione non vi fosse bastata, ecco qui il video di Simonetta e Dana. Più chiaro di così… Grazie ladies!