martedì 15 novembre 2016

PIANTE PER L'AUTUNNO: I CICLAMINI

Una delle piante che in assoluto si vedono più di frequente in questa stagione nei garden center ma non solo, sui banchi di fiori al mercato, al supermercato, ovunque insomma...sono proprio i ciclamini.

I ciclamini ideali per l'inverno

E a ragione direi, dato che i ciclamini sono una delle piante che meglio si prestano in questa stagione a colorare i nostri balconi autunnali. Dico autunnali perchè se il vostro balcone è molto esposto al freddo e al vento in inverno, converrà riportarli in casa almeno nei mesi di dicembre e gennaio per evitare le gelate notturne. In questa stagione i ciclamini non patiscono nessuna esposizione, va bene sia l'ombra che il sole. A fine primavera però ricordatevi di spostarli in una posizione ombreggiata perchè patiscono molto il caldo.

Innaffiateli con moderazione, solo quando sentirete la terra secca, in modo da evitare marciumi radicali e se riuscite non bagnate le foglie perchè rischiereste l'innestarsi di malattie funginee. Il mio ciclamino l'ho inserito in una fioriera mista, quindi lo bagnerò comunque con un innaffiatoio...cercherò di fare attenzione sollevando le foglie nel momento dell'innaffiatura.

I ciclamini esistono in moltissime sfumature del classico "color ciclamino" o nel bianco che si adatta bene a qualsiasi abbinamento di fioriera..



e anche di diverse dimensioni, dai più piccoli adatti per fioriere e bordure miste, ai più grandi, belli anche in vasi singoli. 

Ciclamini per tutti i gusti!


Io ne ho acquistato uno piccolo e bianco, che ho inserito in una fioriera autunnale mista, con un'erica sui toni del bianco. La mia fioriera è esposta sul balcone per un'oretta di sole in tarda mattinata, ormai in questa stagione il sole nel mio giardino scarseggia parecchio. Con l'inizio dell'estate e dei primi caldi li porterò a "svernare" in montagna, sperando di riportarli di nuovo in fiore per il prossimo autunno.







lunedì 7 novembre 2016

IL MIO "FOLIAGE" PERSONALE

In questo weekend passato era prevista pioggia, invece domenica mattina ci siamo alzati e il cielo si stava rasserenando. Mi è sembrata la giornata giusta per lavorare un pò in giardino.
Cos'ho fatto? Sistemato una aiuola, perchè questo è il periodo giusto per fare della progettazione e rivedere gli spazi (ve ne parlerò..), sistemato le mie fioriere con un pò di nuovi fiori per l'inverno.


E poi, mentre ripulivo il mio balcone dal lavoro di rinvasi (si si, non sono affatto una giardiniera ordinata), una folata di vento ha scosso i rami degli alberi intorno a noi e l'aria si è riempita per un attimo di una pioggia di foglie. Siamo stati un bel pò in silenzio con il naso all'insù, ad ammirare questa strana danza nell'aria che si era creata sopra di noi.

Quando non ero ancora così appassionata di giardinaggio, per me l'autunno rappresentava solo la fine della stagione più bella dell'anno, quella del caldo e delle vacanze. Rappresentava il buio che arriva presto la sera, le giornate corte. Il freddo e i vestiti pesanti.
Quanto mi piace invece oggi godermi il bello di una stagione che significa lentezza, una stagione in cui la natura finalmente lascia andare la frenesia della stagione estiva e si prepara al riposo, necessario per la vita e attesa della rinascita primaverile.

Avrete sentito parlare di foliage, parola ormai molto in voga che descrive il fenomeno naturale per cui gli alberi in autunno cambiano il colore delle loro foglie passando dal verde, al giallo, all'arancio, al rosso, al marrone.
Ed eccolo, il mio personale foliage. Quante foglie diverse e quanti colori si erano in un attimo posati a cospargere il nostro giardino. Un leggero tappeto di colori che quasi mi dispiaceva togliere.

Foglie grandi e gialle, quelle della Magnolia nell'ingresso di casa.



Foglie piccole rosse e piene di dettagli come un ricamo, quelle dei miei due Acer palmatum.



Foglie lunghe, strette e gialle, quelle della mia Paeonia erbacea che tra poco reciderò alla base, in attesa della rinascita primaverile.


Foglie grandi e di tutti i colori dell'autunno insieme, quelle di Hydrangea quercifolia.


Era tanto che non dedicavo un pò di tempo al mio giardino, a volte mi faccio prendere dall'ansia di quanto lavoro e di quanta fatica mi richieda e piuttosto preferisco chiudere gli occhi, non guardare e sperare che se la cavi senza di me. Ma poi mi prende una frenesia di ordine, di cura e allora passerei le ore con lui, fino a che fa buio.

Un pò come il mio blog. Passo mesi trascurandolo e poi mi viene una irrefrenabile voglia di scrivere, di fare, di inventare, di creare. Perdonatemi, sono una blogger "volubile", non vivo di pianificazione e di continuità, almeno su questo spazio voglio sentirmi leggera e libera come il vento. Andare un pò dove capita, con l'intensità che capita giorno per giorno.








giovedì 25 febbraio 2016

"IL GIARDINO SVELATO": RACCONTI DI GIARDINI

"Essere giardiniere significa anche essere pronti a dotarsi di pazienza, saper vedere, accettare sconfitte e delusioni, domandarsi il perchè degli errori e trovare il modo di correggerli. Non aver paura di ricominciare. Non arrendersi facilmente." 

Queste poche righe, che io trovo personalmente perfette per me, sono state scritte da Anna Peyron come presentazione di un nuovo libro, che esce oggi in libreria e che si chiama "Il giardino svelato", sottotitolo "Giardinieri esperti e appassionati raccontano come inventare il proprio giardino."



Tra questi giardinieri, tra quelli appassionati naturalmente, ci sono anche io.

Sono emozionata nel dirlo, perchè otto anni fa, quando abbiamo deciso di comprare la nostra casa e sognavamo di costruirne il giardino, non mi sarei mai immaginata tra gli autori di un libro di giardinaggio.
L'idea alla base di questo libro è di raccontare agli appassionati, come voi che ora mi state leggendo, che cosa significa avere un giardino. E anche di far capire che tutti ce la possono fare, che non ci sono solo i giardini delle riviste patinate o dei libri dei giardinieri che hanno fatto "la storia", ma ci sono anche i giardini delle persone "normali", che possono essere più o meno esperte ma che sono tutte accomunate da un unico denominatore: la passione. E che con quella si possono fare davvero grandi cose.

La prima versione del mio giardino era un appezzamento di erba a rotoli con una pianta da frutto, una mimosa e qualche rosa comprata su un banco del mercato. Oggi, dopo sette anni di studio, approfondimento e sperimentazioni dettate dalla passione, è diventato così.






Non è il giardino di un garden designer, non è nemmeno quello di un architetto paesaggista, eppure a me basta per essere soddisfatta di quel che sto cercando di fare. Primavera dopo primavera, autunno dopo autunno, provando, cambiando, osservando, spostando. In perenne evoluzione.

Vorrei solo che sapeste che, qualsiasi sia lo spazio che avete a disposizione e qualsiasi sia la vostra conoscenza della materia, se questa cosa vi piace, se fare giardinaggio vi appassiona, avete già tutto quello che vi serve.

Grazie a Laura Caratti che ha creduto che il mio giardino fosse abbastanza interessante da essere incluso in questo libro. In bocca al lupo a tutti noi, "fantastici 12" autori e giardinieri appassionati, quel che ci auguro è che questo libro stimoli in altri la stessa passione e dedizione che ci ha portato fin qui.

Potete trovare "Il giardino svelato" in libreria oppure più comodamente qui:
https://ilgiardinosvelato.wordpress.com/%E2%97%8F-contattaci/ o qui:
http://www.amazon.it/giardino-Giardinieri-appassionati-raccontano-inventare/dp/8879041975

Altrimenti, sabato 16 aprile nel pomeriggio (definiremo quanto prima l'orario) vi aspetto per la prima presentazione durante la giornata di apertura del Giardino del Borgo Medievale di Torino.

mercoledì 24 febbraio 2016

#PETALOSO, UNA STORIA DI TENEREZZA

Questa mattina sono stata taggata da un'amica in un post di Facebook che racconta una storia molto dolce.
Sarà che da tre anni a questa parte mi intenerisco facilmente, sarà che sono abbastanza abituata ad avere un piccolo inventore di parole che ogni giorno ne dice una diversa, in più qui c'è anche una fortissima componente "green" e quindi, che dire...ve la racconto, un pò romanzata come me la sono immaginata io.

In una scuola elementare di Ferrara, la maestra Margherita Aurora assegna ai suoi piccoli allievi un compito in classe sugli aggettivi. Un'immagine ritrae un sostantivo e a fianco i bimbi devono scrivere un aggettivo che lo caratterizzi. Matteo, classe terza, dopo aver scritto la sua lista di aggettivi, arriva all'immagine del fiore e se ne immagina uno fatto più o meno così:


e aggiunge alla sua lista di aggettivi un nuovo termine, che descrive perfettamente il fiore che si era immaginato. Petaloso. Ovvero pieno di petali. Fitto di petali.
Direi in effetti adattissimo.

La sua maestra ha gradito molto questo nuovo aggettivo, anche se di fatto sapeva non esistere nel dizionario della lingua italiana, e così ha pensato bene di scrivere all'Accademia della Crusca per chiederne una valutazione.



L'Accademia della Crusca ha risposto, approvandone la correttezza di significato. Quindi ora, appassionati giardinieri, da oggi la nostra missione è "divulgare la parola "petaloso". Decretiamone l'esistenza utilizzandola ovunque si parli di fiori.

Petalosopetalosopetalosopetaloso. A me piace un sacco.



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